FR. TOM UZHUNNALIL,SDB, IS HOME – DEO ET MARIAE GRATIAS!

DON ANGEL’S MESSAGE ON THE RELEASE OF FR. TOM UZHUNNALIL, SDB

13 September 2017

RMG - Rector Major's Message for the Liberation of Fr Thomas Uzhunnalil
 

(ANS – Rome) – The Rector Major, Fr Ángel Fernández Artime, expresses great joy and satisfaction in his statement on the liberation of Fr. Thomas Uzhunnalil. Having just returned from Malta, Fr Á.F. Artime immediately wanted to write a message to all the Salesians and members of the Salesian Family around the globe to share the happiness of this highly hoped for event and to thank all those who collaborated towards Fr Thom’s release.

“This is the great news: our brother Thomas has been liberated and is here with us now,” the Rector Major begins, recalling the rapid development in yesterday’s events, September 12.

Fr Á.F. Artime continued by explaining that Fr Uzhunnalil would continue to be housed at the Salesian community at the Vatican until the medical staff considered it appropriate and that later he would be able to return to India.

“There are many things we do not know,” added the Rector Major regarding the circumstances of his release. “A few months ago, as a Congregation, we were informed about the contacts being established with the kidnappers (…). In fact, we had news of his release only yesterday when Fr Thomas had almost arrived to Italy.”

In addition to thanking “the Sultan of Oman and relative authorities of the Sultanate, humanitarian operators, and all those who in various ways dealt with this case on various occasions with generous  commitment,” Fr Á.F. Artime also stated that “the Salesian Congregation has not been asked to pay any ransom, and we have no news of any payments having been made.”

The Rector Major spoke of the “great affection” and “constant concern” of the Bangalore Province and of the entire Congregation during the long months since his abduction.

Finally, the Rector Major gave thanks “to the thousands and thousands who have prayed with such faith during these eighteen months of our brother Thom’s Gethsemane.”

Fr Uzhunnalil’s release is a reason for continuing to respond in the future “with greater fidelity and authenticity to His summons and to the charism that He has entrusted to us and to whom Fr Thom has delivered his life: the announcement of Jesus and of His Gospel, the predilection for children and young people from all over the world, and among them: the poorest and abandoned.”

(scroll down for more news -in English, French, Italian, and Spanish)

 
SOCIETA’ DI SAN FRANCESCO DI SALES
Casa Generalizia Salesiana
Via della Pisana 1111 – 00163 Roma
Rettor Maggiore

Roma, 13 settembre 2017

Ai miei cari confratelli salesiani SDB nel mondo 
e alla mia cara Famiglia Salesiana nel mondo

Miei cari fratelli e sorelle tutti,

ricevete il mio affettuoso saluto in questo giorno molto speciale per noi.
Solo poche ore fa, nel pomeriggio di ieri, è arrivato a Roma il nostro confratello P. Thomas Uzhunnalil. Mezz’ora fa sono giunto anch’io dopo aver fatto visita ad una Ispettoria, e adesso, disponendo di una informazione più precisa mi rivolgo a tutti voi per offrirvi tutta l’informazione della quale disponiamo in questo momento.

Questa è la grande notizia: il nostro confratello Thomas è stato liberato e adesso è qui con noi.
E’ giunto ieri sera alle ore 18.00 alla Comunità Salesiana, che presta diversi servizi nello Stato della Città del Vaticano. Partito dall’aeroporto di Muscat in Oman è atterrato all’aeroporto di Ciampino (Roma), e da lì è stato portato alla nostra Casa.
Ho chiesto ai nostri confratelli che lo accolgano per alcuni giorni nella comunità; questo per diversi motivi: perché si possano assicurare i primi controlli medici e un necessario riposo, e per poter abbracciarlo a nome di tutti i confratelli salesiani e di tutta la Famiglia Salesiana. Successivamente, quando i medici lo consiglino e la cosa sia opportuna, potrà certamente ritornare in India.

Molte sono le cose che noi stessi non sappiamo. E’ certo che la liberazione e la consegna sono avvenute attraverso un operatore umanitario, in comunicazione e connessione con il Sultanato di Oman.
Come Congregazione noi siamo stati informati alcuni mesi fa sui contatti che si stavano stabilendo con i rapitori, fino a giungere al momento presente, ma senza mai avere altre informazioni. Di fatto, abbiamo avuto notizia della sua liberazione solo ieri quando P. Thomas stava già per arrivare in Italia.
Mi sento in dovere di dire a tutti voi e alle molte persone che hanno interesse di saperlo, che alla Congregazione Salesiana non è stato chiesto il pagamento di nessun riscatto, e non abbiamo notizia che sia stato effettuato nessun pagamento.

Come è naturale e perché siamo certi che così è stato, desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine a sua Maestà il Sultano di Oman e alle competenti autorità del Sultanato, all’operatore umanitario e a tutti coloro che in diversi modi si sono occupati di questo caso, in diverse occasioni con generoso impegno.
Voglio dare testimonianza del grande affetto e della costante preoccupazione con la quale l’Ispettoria Salesiana di Bangalore ha seguito la situazione del nostro confratello Tom e anche di come lo ha fatto l’intera Congregazione, durante questi lunghi mesi del suo rapimento.

A tutte queste persone, ai diversi organismi dei vari Stati e al loro personale, manifesto con le mie parole la gratitudine dello stesso P. Thomas e di tutti noi, pienamente consapevoli di quanto è stato fatto per la liberazione di questo nostro Confratello.
Miei cari fratelli salesiani sdb e cara Famiglia Salesiana, dopo quello che vi ho finora espresso, che spiega le circostanze umane di questo felice avvenimento, voglio manifestare la profonda gratitudine, che sento nel mio cuore e che è certamente anche di tutti voi, al Signore che durante tutti questi mesi ha accompagnato P. Thomas nel profondo della sua solitudine e forse anche del suo timore. Grazie a Dio, nella sua Provvidenza, per questo momento di gioia che stiamo vivendo.

Grazie anche a quelle migliaia e migliaia di persone che lungo questi diciotto mesi di Getsemani del nostro fratello Tom hanno pregato con tanta fede. Il Signore ci ha concesso una grande Grazia. E’ questo un motivo perché continuiamo a rispondere nel futuro con maggior fedeltà e autenticità alla sua chiamata e al carisma, che ci ha affidato e al quale P. Tom ha consegnato la sua vita: l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo, la predilezione per i ragazzi, le ragazze e i giovani di tutto il mondo, e tra di loro i più poveri e abbandonati.

Fratelli e sorelle tutti, continuiamo a rendere grazie al Signore per il dono di avere P. Tom tra di noi. Chiediamo alla nostra Madre Ausiliatrice che lo accompagni e lo sostenga, e che ella continui a fare tutto nella vita di ciascuno di noi, come lo ha sempre fatto con Don Bosco.
Vi saluta con sincero affetto

Casella di testo:  Casella di testo:

Ángel Fernández Artime

Rettor Maggiore

Vatican – Pope Francis meets Fr Thomas Uzhunnalil
13 September 2017
Vatican - Pope Francis meets Fr Thomas Uzhunnalil
 

Vatican City, Vatican – September 13, 2017 – Immediately after Wednesday’s general audience, Pope Francis met Salesian Fr Thomas Uzhunnalil.

India – Fr Tom Uzhunnalil Released
12 September 2017
India – Fr Tom Uzhunnalil Released

Photo: Manorama Online

(ANS – Bangalore) – Salesian Indian missionary Fr Thomas Uzhunnalil, seized more than 18 months ago in Yemen by a group of guerrillas, is released. According to the Indian media who announced the news, the Salesian religious is now in Muscat, Oman. Official confirmation came from a tweet by Sushma Swaraj, the Honourable Indian Foreign Minister.

Fr Uzhunnalil was kidnapped by a group of armed men on March 4, 2016, during an attack on the home of the Missionaries of Charity in Aden, Yemen, where 16 people died, including 4 religious.

Originally from the Indian state of Kerala, Fr Uzhunnalil, now 59, had been in Yemen four years at the time of his abduction, serving in the Salesian mission initiated by his uncle, Fr Matthew Uzhunnalil.

The news of his release spread rapidly worldwide and excited great joy among those who had been waiting months for this day. “I’m overwhelmed [with joy] for this good news,” sr. Mery Prema said to AsiaNews. The Superior General of the Missionaries of Charity, whose sisters in Aden had Fr Tom as their chaplain, sr Mery added, “And praise God for His mercy. We never abandoned the hope that one day Fr Tom would be released. His photograph is attached to Mother Teresa’s tomb. The sisters, the poor and the people prayed every day for his liberation. We give glory to God and thank all those who prayed and worked untiringly for the release of Fr Tom.”

“First of all, we express our deepest gratitude to God for the happy conclusion of this affair,” said Mgr. Thedore Mascarenhas, Secretary General of the Episcopal Conference of India, to the Fides news agency.

“On behalf of the Indian bishops who have spent so much for the liberation of their fellow countrymen, beginning with the President of the Bishops Conference, Cardinal Baselios Cleemis Thottunkal,” said Mgr. Mascarenhas who wished to thank the Indian government, “for making every effort for the liberation of Fr Tom,” and especially Prime Minister Narendra Modi, and Foreign Minister Sushma Swaraj; Pope Francis, “who has used all his influence”; the Apostolic Vicar of Southern Arabia, Msgr. Paul Hinder, with whom the Indian bishops were throughout the ordeal “in constant contact”; the Rector Major and the Salesian Provincial of Bangalore, “for their patience and for their deepest faith.

RMG – Fr Tom Uzhunnalil reaching Rome soon
12 September 2017
RMG – Fr Tom Uzhunnalil reaching Rome soon
 
(ANS – Rome) – “Fr Tom Uzhunnalil is now on his way to Rome, where he will be in a Salesian community for medical check-up and care. With immense joy and great emotion, we thank God and all those who have cooperated in his release after a year and a half of imprisonment.” Fr Francesco Cereda the Vicar of the Rector Major, communicates this news with joy.
Vatican – Fr Tom Uzhunnalil finally among confreres, in St. Peter shadow

13 September 2017

Vatican - Fr Tom Uzhunnalil finally among confreres, in St. Peter shadow
 

(ANS – Vatican City) – A testimony of impressive faith: that is what the Salesians saw yesterday, 12 September, on meeting Fr Tom Uzhunnalil, finally liberated after being imprisoned for a year and a half.

The meeting began around 6 PM in the Vatican. Present: the Rector Major’s Vicar, Fr Francesco Cereda, as the Rector Major was still engaged in his visit to Malta; Salesians of the Vatican community and the General House; and most notably, Fr Thomas Anchukandam, a former professor of Fr Uzhunnalil, who authorized sending the missionary to Yemen when he was Superior of the Bangalore Province.

The greeting was immediately fraternal: Fr Uzhunnalil was honored with the “ponnada”, the dress traditionally consigned to special guests of honor, and he received the emotional embrace of all those present. For his part, the Indian missionary did not nothing but repeat words of thanks, first of all to God and the Madonna.

One of his first requests was to pray in the chapel of the Salesian community in the Vatican. He also wanted to celebrate Mass immediately after, but due to necessary medical examinations he was forced to postpone the fulfillment of his wish. Nevertheless, before the arrival of the medical staff, he asked to be confessed, since this had obviously not been possible throughout his time in prison.

Different, instead, the discourse for the Eucharist; during the festive evening offered him by the Salesian community, featuring traditional Indian foods, Fr Uzhunnalil said that throughout his time as hostage he continued to spiritually celebrate Mass every day, remembering by heart the readings and the parts of the Mass, since he did not have liturgical texts or species with which to celebrate.

For his part, Fr Uzhunnalil appeared calm and open to questions; without going into details he answered the questions of his confreres. He confirmed he was in the chapel of the community of the Missionaries of Charity of Aden when the assailants kidnapped him. After being kidnapped, Fr Uzhunnalil said he was never mistreated and that following his rapid weight loss, his kidnappers had even begun to provide him with the medication he needed for his diabetes.

Throughout the period of imprisonment, however, he wore the same clothes; with his kidnappers – who spoke Arabic – he communicated with a bit of English; and during his imprisonment he was transferred two or three times, but always blindfolded.

“I never thought I could be killed,” said the missionary who also recalled an episode on March 3, 2016, the night before the massacre: the Director of the Missionaries of Charity house of Aden, commenting on the difficult situation in which the religious found themselves in the war zone, had said it would have been nice to be martyred all together for Christ. But the youngest of the religious – who then survived the attack – replied: “I want to live for Christ.”

Fr Uzhunnalil is currently being hosted in the Salesian community of the Vatican. The Salesian Congregation has taken such a decision by considering it the most suitable place to ensure his care and allow him full recovery.

Le prêtre salésien Tom Uzhunnalil libéré au Yémen

18 mois après son enlèvement, l’aumônier des missionnaires de la charité à Aden a été sauvé grâce à l’intervention du sultanat d’Oman et le soutien du Vatican qui le remercie.

Le prêtre indien Thomas Uzhunnalil, enlevé en mars 2016 au Yémen, lors d’une attaque contre le complexe des missionnaires de la charité, à Aden, dans le sud du pays, a été libéré à la faveur d’une intervention du sultanat d’Oman, a annoncé ce mardi l’agence officielle omanaise ONA. Au moins 16 personnes, dont quatre religieuses catholiques indiennes, avaient été tuées lors de cette attaque, jamais revendiquée mais attribuée à des jihadistes. Le père salésien était l’aumônier des missionnaires de Mère Teresa. Il a été enlevé alors qu’il se trouvait dans la chapelle du foyer.

Le Père Thomas  doit sa libération à la prière, au gouvernement indien et à « l’engagement personnel » du pape François, a déclaré Mgr Theodore Mascarenhas, secrétaire général de la Conférence des évêques indiens, repris par l’agence Fides dans son édition italienne du 12 septembre. De son côté, le Bureau de presse du Saint-Siège a remercié, dans un communiqué, le Sultanat d’Oman pour sa contribution à la libération du prêtre. Ce dernier, précise encore le Saint-Siège, sera hébergé pour quelques jours chez les salésiens à Rome, avant de repartir en Inde, rapporte l’agence I-Media.

Selon les détails fournis par l’agence ONA et rapportées par Radio Vatican, les autorités de Mascate ont réussi à ramener le prêtre à Mascate, après l’avoir localisé en « coordination avec des parties yéménites ». Les opérations de recherche du père Uzhunnalil avaient été lancées sur « instruction du sultan Qabous » d’Oman et avec le soutien du Vatican. L’ONA a publié deux photos de l’ex-otage qui y apparaît en bonne forme. L’une le montre descendant d’un petit avion et l’autre posant habillé d’une tunique traditionnelle omanaise et portant une longue barbe blanche. En août dernier, la ministre indienne des Affaires étrangères Sushma Swaraj avait assuré à un groupe de salésiens que le père, originaire du Kerala, était bien vivant et serait bientôt libéré.

À la veille de Noël, le prêtre Uzhunnalil, qui souffre de diabète et d’hypertension, avait envoyé un appel au pape François, dans une vidéo publiée sur YouTube, le suppliant de venir à son secours. Le Pape qui, au lendemain de l’attaque et de son enlèvement, s’est déclaré « choqué et profondément attristé » par cet acte « insensé » et « diabolique » perpétré contre les missionnaires de la charité au Yémen, appelant les parties impliquées dans le conflit à « convertir leurs cœur » et « renoncer à la violence ».

La guerre civile au Yémen a scindé le pays en deux, le nord contrôlé par les rebelles et le sud contrôlé par le gouvernement reconnu par la communauté internationale. À Aden, reprise aux rebelles Houthis en juillet 2015 et proclamée capitale provisoire du Yémen, Al-Qaïda et l’État islamique multiplient les attentats en particulier contre les représentants de l’État et les forces de sécurité. Le conflit a fait au moins 6200 victimes civiles et des dizaines de milliers de morts, alors que plus de 2 millions et demi de personnes ont été chassées de leurs maisons, soulignait un bilan des institutions internationales à l’époque.

El Padre Tom Uzhunnalil ha sido liberado

 Ha pasado 18 meses secuestrado en Yemen por fundamentalistas cercanos al ISIS

El Gobierno de India confirma la liberación de Tom Uzhunnalil, misionero salesiano secuestrado en Yemen hace 18 meses. Ese día un comando armado atacó el hogar que atendían las Misioneras de la Caridad en Aden, Yemen. Murieron 16 personas, entre ellas cuatro religiosas, y el padre Thomas Uzhunnall misionero salesiano fue secuestrado. Según informan las autoridades indias el religioso salesiano se encuentra a salvo en Muscat, Omán.

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Según el relato de la hermana Sally, única superviviente de la masacre, el día del secuestro, cuando el padre Tom vio a los terroristas, lo primero que hizo antes de que lo apresaran “fue consumir la Santa Comunión que estaba en el tabernáculo para impedir que los agresores la tomaran”.

Durante todo este tiempo el mundo entero ha rezado por su liberación y se han celebrado numerosos encuentros para recordar su secuestro y exigir su puesta en libertad. También se han ido sucediendo los vídeos en los que los secuestradores mostraban al Padre Tom débil, enfermo y leyendo mensajes contra su voluntad en los que acusaba a los gobiernos de india y a la Iglesia de hacer pocos esfuerzos por su liberación.

El padre Tom Uzhunnalil, de origen indio, es diabético y sufre problemas de presión arterial también y su secuestro ha sido origen de muchísimas noticias. Se llegó a decir que fue crucificado, un Viernes Santo siguiendo un macabro ritual y su secuestro siempre se unió a la autoría de fundamentalistas islámicos armados, posiblemente relacionados al Califato Islámico (ISIS).

 

Al termine dell’udienza generale di questo mercoledì, Papa Francesco ha ricevuto il sacerdote indiano padre Tom Uzhunnalil, rapito il 4 marzo 2016 nello Yemen e di cui l’agenzia di notizie statale dell’Oman ONA ha annunciato questo martedì la liberazione.

L’Agenzia di Notizie Salesiana (ANS) ha diffuso una splendida fotografia in cui si vede il Pontefice che bacia la mano di padre Tom prima di offrirgli la sua benedizione.

S.S. Francesco : Udienza Generale 13-09-2017

Padre Uzhunnalil era stato rapito in una casa di cura gestita dalle Missionarie della Carità nella città portuale di Aden, nel sud dello Yemen, quando quattro uomini armati che si erano presentati come parenti di uno dei residenti avevano fatto irruzione nella struttura, uccidendo 16 persone: quattro suore, due donne yemenite membri dello staff, otto residenti anziani, una guardia e il cuoco.

“Famiglia Cristiana” ha riferito che padre Tom, membro dell’Ordine salesiano, è arrivato a Roma verso le 18.00 di questo martedì. È ospitato dalla comunità salesiana del Vaticano, e questo mercoledì mattina ha incontrato anche il Rettor maggiore dei Salesiani, padre Ángel Fernández Artime.

Handout Photo | Oman TV | AFP

A Roma padre Tom si sta sottoponendo a controlli medici. È stanco, ma ovviamente molto felice. Ai primi confratelli che lo hanno incontrato ha raccontato che durante la prigionia è riuscito a celebrare ogni giorno la Messa.

I suoi rapitori, che si erano definiti militanti dell’autoproclamato Califfato, nel maggio scorso avevano postato su YouTube un video in cui il religioso, molto prostrato, confermava la sua condizione di prigioniero e lamentava la scarsa attenzione internazionale al suo caso.

Annunciando il rilascio di padre Tom, ONA aveva postato una foto del presbitero dopo il suo trasferimento nella capitale dell’Oman, Mascate.

L’Oman ha spesso aiutato a favorire il rilascio degli stranieri tenuti in ostaggio nello Yemen.

Il Governo omanita ha dichiarato che “con il consenso di Sua Maestà il Sultano Qaboos bin Said, l’Oman, in coordinamento con le parti yemenite, è riuscito a trovare un sacerdote vaticano. È stato trasferito a Mascate, da dove tornerà a casa nel Kerala. Tom Uzhunnalil, un sacerdote vaticano, ha espresso la sua gratitudine a Dio onnipotente e apprezzamento a Sua Maestà il Sultano Qaboos. Ha anche ringraziato i suoi fratelli e le sue sorelle e tutti i parenti e gli amici che hanno invocato Dio per la sua sicurezza e il suo rilascio”.

Un funzionario del Governo indiano ha dichiarato questo martedì che per il rilascio di padre Tom non è stato pagato alcun riscatto.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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